CREDITO DI IMPOSTA PER LE IMPRESE CHE FINANZIANO PROGETTI DI RICERCA IN UNIVERSITÀ, ENTI PUBBLICI DI RICERCA O ORGANISMI DI RICERCA

La Agenzia delle Entrate ha emanato una circolare  recante chiarimenti sul credito di imposta per le imprese che finanziano progetti di ricerca in Università, enti pubblici di ricerca o organismi di ricerca.

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  • Imprese beneficiarie: il credito di imposta è riservato a tutte le imprese che effettuano investimenti in progetti di ricerca commissionati a Università,  enti pubblici di ricerca o organismi di ricerca, indipendentemente dalla forma giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali, dal settore economico in cui operano. Possono accedere alla misura agevolativa anche le imprese di recente costituzione o quelle che si costituiscono successivamente alla data di entrata in vigore del decreto sviluppo (14 maggio 2011). Per queste imprese, che potrebbero non avere un triennio di riferimento per il calcolo della media , la circolare precisa che la media è calcolata sul minor periodo che decorre dall’esercizio di costituzione.

  • Strutture finanziabili: Le imprese, per poter beneficiare dell’agevolazione, devono verificare che la struttura a cui intendono commissionare il progetto di ricerca sia riconducibile alle categorie indicate nel comma 3, lett. a) dell’art. 1 del decreto sviluppo, nonché nelle c.d. “altre strutture finanziabili” che dovranno essere individuate con decreto  del ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, emanato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. L’agenzia delle entrate precisa che, non essendo prevista alcuna esclusione fondata sulla residenza, l’attività di ricerca può essere commissionata anche ad università o enti e organismi di ricerca non residenti nel territorio italiano.

  • Ricerca agevolabile: Sono agevolabili sia le attività di ricerca fondamentale (o di base), sia la ricerca industriale sia l’attività di sviluppo precompetitivo, purché commissionate ai soggetti di cui alla lett. a) del comma 3), con esclusione, quindi, della c.d. ricerca interna.

  • Momento di effettuazione degli investimenti: Al fine di individuare il momento di realizzazione dell’investimento, tenuto conto che si tratta di ricerca commissionata a soggetti esterni, occorra far riferimento alla data di ultimazione della prestazione o, in caso di stati di avanzamento lavori, alla data di accettazione degli stessi da parte dell’impresa beneficiaria. E’ pertanto possibile agevolare i progetti di investimento avviati in data anteriore al periodo di applicazione per la parte dei costi sostenuti, secondo le predette regole, nei periodi di imposta di vigenza del beneficio.

  • Calcolo della media degli investimenti: Il credito di imposta compete per gli investimenti in ricerca che eccedono gli investimenti in ricerca effettuati “nel triennio 2008-2010”. Il triennio di riferimento è costituito dai tre periodi di imposta che precedono il primo periodo di applicazione. Conseguentemente occorrerà far riferimento ai periodi di imposta in corso al 31 dicembre 2010, al 31 dicembre 2009 e al 31 dicembre 2008. Il periodo di  riferimento  rimane immutato per entrambi i periodi di vigenza dell’agevolazione, trattandosi, in buona sostanza, di una media fissa. Nel computo  della  media  occorre considerare la medesima tipologia di investimenti indicati dalla norma come agevolabili e cioè gli investimenti relativi a progetti commissionati ad Università, enti pubblici di ricerca e organismi di ricerca. La media va calcolata tenendo in considerazione anche gli esercizi in cui tali costi non sono stati sostenuti; pertanto, nell’ipotesi in cui nei periodi di imposta di riferimento non sono stati sostenuti costi di ricerca per progetti commissionati ad Università, enti pubblici di ricerca e organismi di ricerca, il credito di imposta risulterà pari al 90% dei costi agevolabili sostenuti nei due periodi di vigenza dell’agevolazione.

  • Termini di utilizzo del credito di imposta: Il credito di imposta e’ fruibile “in tre quote annuali di pari importo a decorrere dal giorno successivo a quello di realizzazione dell’investimento incrementale”. Per i crediti maturati in riferimento agli investimenti realizzati nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010 (2011, peri soggetti con esercizio coincidente  con  l’anno solare) la fruizione è consentita per 1/3 dell’importo maturato nel medesimo periodo di imposta e nei due successivi; per i crediti maturati in riferimento ad investimenti realizzati nel secondo periodo di imposta agevolato (2012, peri soggetti con esercizio coincidente  con  l’anno solare) la fruizione è consentita per 1/3 dell’importo maturato nel medesimo periodo di imposta e nei due successivi. La quota corrispondente ad 1/3 del credito di imposta maturato rappresenta il limite massimo di fruibilità per ciascuno dei tre anni di utilizzo. In caso di mancata fruizione in tutto o in parte del credito, l’ammontare non utilizzato potrà essere utilizzato nel corso dei periodi di imposta successivi, secondo le modalità ordinarie.

  • Cumulabilità: Il credito di imposta per ricerca scientifica è cumulabile con altre agevolazioni o contributi pubblici, salvo che le norme disciplinanti tali agevolazioni dispongano diversamente. L’importo risultante dal cumulo dei benefici non deve risultare superiore ai costi sostenuti.

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