Consiglio dei Ministri – Approvato il piano Destinazione Italia

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, il piano “Destinazione Italia”, un progetto per attirare gli investimenti esteri e favorire la competitività delle imprese italiane. Si tratta di 50 misure che toccano un ampio spettro di settori: dal fisco al lavoro, dalla giustizia civile alla ricerca.

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Il piano è aperto alla consultazione pubblica per tre settimane affinché tutti i soggetti, pubblici e privati, che vogliono apportare un contributo, possano farlo. Al termine di questa fase, “Destinazione Italia” sarà definitivamente approvata dal Consiglio dei Ministri.

Il Governo si impegna in tempi brevi a tradurre queste misure in concreti atti e norme di legge e ad avviare un monitoraggio settimanale della loro attuazione.

Le misure presentate in Destinazione Italia hanno diversi tempi di attuazione (immediato, breve periodo, medio periodo).

Nell’ultima bozza di testo, ci sono misure potenzialmente importanti per il settore.

1)  AMPLIARE LE FONTI DI FINANZIAMENTO PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (implementazione immediata) non solo con canale bancario ma completando gli interventi di liberalizzazione, estendendo al maggior numero possibile di PMI la possibilità di rivolgersi al mercato dei capitali emettendo obbligazioni che possano intercettare l’interesse degli investitori, anche esteri, attraverso l’aggregazione in portafogli e la valorizzazione dello strumento del fondo di crediti. Oppure dando sempre alle PMI accesso indiretto al mercato attraverso il potenziamento e la semplificazione dello strumento della cartolarizzazione (rivedendo alcuni aspetti della Legge 130). Rivedere in senso agevolativo la fiscalità indiretta sulle garanzie, sui pegni e sui relativi privilegi, per favorire le emissioni in forma garantita, nella prospettiva che la PMI ricorra prevalentemente a questa modalità di emissioni.

2) INVESTIMENTI PER SOSTENERE LE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL MADE IN ITALY (implementazione di breve periodo) : istituire un Fondo “Invest in Made in Italy” per l’investimento in equity di microimprese, con ticket medi da 50 a 500 mila Euro. Il Fondo, complementare per taglia di intervento al Fondo Italiano d’Investimento, sarà costituito con (1) risorse pubbliche; (2) risorse private (banche o altri investitori istituzionali, a partire da quelli a più stretto contatto col territorio come le banche di credito cooperativo), e con (3) quote di investitori istituzionali esteri, che, contando sull’expertise e sulla valutazione delle “banche del territorio”, potranno più facilmente investire nel sistema delle micro e piccole imprese italiane. Il Fondo investirà, nel rispetto del diritto dell’Unione europea, in quelle micro-società che si saranno dotate di un assetto societario adeguato a consentire l’ingresso di investitori stranieri, incoraggiando in questo modo anche l’internazionalizzazione e la crescita delle PMI italiane.

3) ATTRARRE CAPITALI E COMPETENZE PER FAR CRESCERE LE STARTUP (implementazione di breve periodo)costituzione di un “Fondo dei Fondi” dedicato al co-investimento in fondi di venture capital, che supportano operazioni di investimento realizzate da angel investor, incubatori e acceleratori d’impresa, in analogia a quanto proposto nel rapporto “Restart, Italia!” del Ministero dello Sviluppo Economico e come ripreso nel rapporto del Gruppo di Lavoro nominato dal Presidente della Repubblica. I fondi pubblici saranno attivati solo a condizione che (almeno) una parte delle risorse private sia di origine straniera.

4) CREDITO D’IMPOSTA PER LA RICERCA & SVILUPPO (implementazione di medio periodo)
Introduzione di un credito d’imposta stabile e automatico sull’incremento, rispetto all’anno precedente, delle spese sostenute in attività di R&S.

5) FAVORIRE SPIN-OFF DI UNIVERSITÀ E RICERCA (implementazione di breve periodo)
Favorire lo sviluppo di spin-off accademici e la loro capacità di attrarre capitali, anche inserendoli in una programmazione condivisa università-impresa. Creare incentivi che permettano alle grandi aziende di accompagnare il percorso di internazionalizzazione di aziende spin-off, affiancandole “in cordata” nel corso delle loro missioni commerciali. Vanno inoltre creati incentivi per le strategie di internazionalizzazione degli spin-off, attraverso contributi per l’estensione internazionale dei brevetti e la partecipazione a fiere e competizioni internazionali; Incentivare una maggiore specializzazione degli uffici di trasferimento tecnologico e degli uffici per le relazioni internazionali di università e centri di ricerca, assegnando risorse in maniera premiale agli uffici che si riorganizzano stabilmente sulla base di competenze e focalizzazione tecnologica.

Infine, il Governo intende riordinare la materia e costituire un’entità unica con la responsabilità dell’accompagnamento dell’investitore in Italia.

A questo fine, il Governo chiede ad Invitalia SpA di costituire Destinazione Italia SpA, società “di scopo” da essa interamente controllata, che si configurerà come società a servizio delle politiche del Governo nel suo complesso. La società avrà uno statuto e dei meccanismi di governance definiti con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, d’intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero degli Affari Esteri. Le sue attività verranno regolate da apposite convenzioni.

Destinazione Italia SpA avrà come missione esclusiva quella di accompagnare gli investitori nel Paese, e quindi di facilitare i rapporti con le varie Amministrazioni, Agenzie, Enti di Governo sia a livello centrale che sui vari livelli territoriali.

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